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>>> Diario di viaggio astrologico

Elena

NIMBIN, BYRON BAY, I FRICCHETTONI E ME

NimbinNimbin.

 

Lasciato il Queensland, ringraziandolo per essere stato il mio primo approccio all'Australia ma anche un po' rimproverandolo di non essere stato tanto gentile con me durante l'ultima settimana, sono entrata in New South Wales assolutamente fiduciosa che avrei vissuto tante belle esperienze. Questo è stato circa tre mesi fa e vi assicuro che una sfiga così nella mia vita io non l'ho mai avuta! Ma, come si suol dire, iniziamo dall'inizio.

Il mio viaggio in New South Wales è cominciato dalla cosiddetta Rainbow Region, area dalla stupenda campagna verdeggiante e collinare che poco ha a che fare con il ben più arido Queensland e che, effettivamente, rimanda molto più all'idea del Galles (Wales) che dell'Australia. Il nome della regione, però, è legato al fatto che da molti decenni è popolata da hippie di mezza età o da più giovani “fricchettoni”. Ora, io sono almeno otto anni che mi dedico a discipline olistiche varie, a studi cosiddetti alternativi quindi teoricamente ci andrei a nozze con questo mondo però, per comprendere le mie settimane in questa regione, dove sapere che i fricchettoni poco li sopporto perché tendono, a mio parere, a banalizzare questioni molto profonde e serie. Ma questa so essere una mia personale idiosincrasia. Purtroppo, però, io che ho un mondo interiore popolato di fate e unicorni, in ambienti così tendo a reagire diventando l'anima della festa. Avete presente Mercoledì della Famiglia Addams? Ecco, tipo.

Fatto sta che la mia prima tappa in New South Wales è stata Nimbin, un villaggio gemellato con Woodstock e molto popolare per l'uso e la vendita libera di marjuana (in Australia è illegale ma lì è tollerata). Si tratta di un paesino di un paio di vie piene di negozietti super colorati che commercializzano tutto ciò che vi può venire in mente della vita hippie: dalla cristalloterapia allo yoga passando per i vestiti colorati e l'erba. Ci sono stata due ore poi me ne sono andata. Forse un tempo era un paese interessante, ora è una rete per turisti, anche se certamente mi ha fatto piacere sapere che nella zona circostante ci sono molti progetti assai interessanti rivolti all'energia sostenibile, alla produzione bio, alle scuole alternative e via dicendo.

Insomma, qualcosa di davvero bello e rivoluzionario c'era davvero nella Rainbow Region e io speravo di saperne di più!

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Nimbin Nimbin.

Ho proseguito la guida lungo le stradine tortuose della zona, ammirando le colline e pregando che smettesse di piovere perché erano ormai due settimane che il sole lo vedevo ben poco. L'energia della zona era forte ma dolce finché, a un certo punto, non mi sono imbattuta in una formazione rocciosa, una specie di guglia che svettava nera tra le colline verdi, con tanto di nubi e uccelli neri. E un'energia fortissima ma che incuteva timore e rispetto. Mi attraeva e mi faceva paura al tempo stesso. Cercavo di fermarmi a guardarla ma non trovavo una zona dove accostare l'auto e gli unici punti in cui potevo farlo non offrivano la vista sulla guglia. Avevo la gola stretta ma ero incredibilmente attratta da quel posto. Decisi di proseguire ma settimane dopo la vita mi avrebbe riportato lì vicino.

Dopo alcune ore di guida, sono quindi arrivata a Byron Bay, mitica meta di viaggio australiana conosciuta pressoché in mezzo mondo. Il nome aborigeno (tribù Arakwal) dato a questa zone significa letteralmente “luogo d'incontro” me James Cook lo chiamò Byron Bay in ricordo di John Byron, famoso navigatore e nonno del poeta Lord Byron.
Il paese si affaccia in una baia sull'Oceano Pacifico su cui svetta un celebre faro costruito nel 1901 a segnare il punto più a Est di tutta l'Australia e oggi raggiungibile con un bel percorso di trekking. Da lì, in alcuni momenti dell'anno è possibile ammirare il meraviglioso spettacolo del passaggio delle balene in migrazione (io le ho viste ed è stata una grande emozione).
L'area sorge sulla caldera di un antico vulcano e per questo così come per la presenza di molti cristalli nella rocce, si dice che l'energia locale abbia forti poteri curativi. Appena fuori il paese sorge una grande foresta subtropicale e un laghetto sacro agli Aborigeni dove le donne andavano a partorire.

Il paese, diventato famoso negli Anni '60 e '70 per la cultura hippie, oggi è super popolato da giovani backpackers fricchettoni alla ricerca del sogno australiano. Risultato? La commercializzazione della “vita alternativa” che però, a quanto pare, rende tutti felici di essere a Byron Bay. Tutti la amano. Tranne me.  Per carità, spiagge stupende, tramonti mozzafiato e un'energia di base forte ma tutto questo condito con quella tipica aria della East Coast “relax, take it easy, smile” sempre e comunque anche quando è evidente che sia solo forma e non sostanza.

Qui ho realizzato per la prima volta che la East Coast australiana forse non era posto per me.

Il faro di Byron BayIl faro di Byron Bay.