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>>> Diario di viaggio astrologico

Elena

BYRON BAY, IL LUOGO DELLA MIA SOLITUDINE

1 tramonto a Byron Bay 1Tramonto a Byron Bay.

 
Contrariamente a ciò che speravo, ossia un bagno nella vita Aussie, ho passato quasi tutte le due settimane a Byron Bay completamente da sola e in silenzio.

Il mio conoscente/quasi amico australiano, nella cui presenza tanto speravo, si è fatto vedere solo due volte e, a dir la verità, ho preferito così visto che ho improvvisamente realizzato che non avevamo un granché da dirci. Insomma, tipica situazione in cui una semplice colazione sembra durare una vita...
Poi ho conosciuto una ragazza italiana ma l'incontro si è rivelato poco positivo: dopo un bel pomeriggio passato a parlare di mille cose diverse e a fare programmi per la settimana a venire, è sparita, letteralmente sparita. In questo caso, però, il mio sesto senso mi aveva avvertita fin dall'inizio di non fidarmi troppo: qui in Australia ho iniziato a fidarmi molto di più alle sensazioni che provo quando incontro qualcuno per la prima volta e, devo dire, che sono molto più veritiere delle mille parole che potrei ascoltare.

La capacità di vedere e sentire chi ho davanti è una delle qualità di cui questo viaggio mi ha resa consapevole.

Non sto dicendo che non ne fossi cosciente già prima ma, in qualche modo, non mi ci affidavo molto, preferendo invece analizzare e razionalizzare. Ecco, questa è una delle svolte delle mia personalità vissute qui in Australia.

Beh, in ogni caso io mi trovavo in quello che molti considerano un paradiso e non mi sentivo affatto a mio agio. Mi guardavo attorno e vedevo tanta finzione: dai perenni sorrisi sui visi delle persone alle ostentate formule di cortesia, dalla commercializzazione della vita olistica al mondo dei giovani viaggiatori in modalità scuola superiore. Come già ho scritto la settimana scorsa, sentivo chiaramente che qualcosa di effettivamente buono c'era in tutto ciò ma sentivo anche che era stato piallato dal resto e io non avevo abbastanza energie per andarlo a cercare. Volevo solo stare lontana da queste persone-manichini!

2 surfisti a Byron BaySurfisti a Byron Bay.

A questa sensazione di alienazione e straniamento hanno senza dubbio anche contribuito alcuni malesseri fisici, un rapporto ambivalente con la mia auto-casa, luogo di rifugio e isolamento ma anche spazio soffocante e ristretto e uno stile di vita che definire “minimalista e arrangiato” è limitativo. E come scordare l'arrivo di varie brutte notizie arrivate dall'Italia, il radiatore della macchina che si rompe e, soprattutto, un esame medico che avrebbe aperto un nuovo capitolo della mia vita?

Stanca, sola, triste.

Per la prima volta mi capita anche di passare una notte quasi insonne in auto perché mi viene paura di dormirci da sola. Brutte sensazioni a gogo.
Piango. Finalmente piango. E piango anche per tutte le brutte cose successe nei mesi precedenti alla mia partenza per l'Australia. Piango perché tengo sempre duro.

Emergono allora tutta una serie di consapevolezze su me stessa e su molti alcuni rapporti interpersonali. Affronto il tema famiglia e quello amicizia. Rifletto sulla mia peculiare modalità severa-tenera di rapportarmi agli altri. Sull'importanza dell'autenticità e dell'onestà. Sulla mia capacità di vivere rapporti a distanza. Faccio una serie di telefonate, mando mail e messaggi perché voglio affrontare situazioni lasciate irrisolte. E poi...

… poi sento fortemente il reale motivo che mi ha portata qui in Australia: la morte a me stessa. Sì, ho sentito che il cambiamento che questo periodo e questa terra mi stanno offrendo è su una via che porta più intimamente verso me stessa ma, per viverlo, dovrò prima morire a me stessa.

Paura e fiducia.

3 Elena in giornata invernale di soleElena in una giornata invernale di sole.