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>>> Diario di viaggio astrologico

Elena

EUNGELLA. DEL KRISHNA VILLAGE E DEGLI SVELAMENTI

1 ecoyoga communityEco Yoga Community.

Dopo quelle due intense e difficili settimane a Byron Bay, sono stata lieta di partire e dirigermi verso il tanto atteso step successivo: il Krishna Village di Eungella.

Già mentre mi trovavo a Cairns avevo sentito parlare di questo villaggio e, nelle settimane successive, avevo cercato maggiori informazioni al riguardo e ricevuto solo feedback positivi. Personalmente non sposo la filosofia Hare Krishna ma mi era stato detto che si poteva partecipare alle attività del villaggio senza accostarsi troppo alle attività del tempio e dei suoi devoti e che il villaggio era soprattutto dedicato alla pratica e all'insegnamento dello yoga. Incuriosita dall'idea di esplorare di nuovo lo yoga (lo avevo fatto per un periodo anni fa) e attratta dalla possibilità di stare in un ambiente meditativo (questo aspetto è una colonna portante della mia vita), decisi di andare.

Il villaggio sorge a poco più di un'ora da Byron Bay, immerso nella dolce campagna verdeggiante della Rainbow Region. Si tratta di una comunità composta da un certo numero di residenti fissi (i devoti del tempio), volontari a lungo e medio termine e ospiti paganti. Lì, infatti, si organizzano tanto ritiri di relax quanto corsi per diventare insegnanti di yoga, si coltiva la terra, si mungono le mucche, si organizzano eventi vari e via dicendo. Insomma, è una comunità molto attiva e accogliente.

Io sono rimasta lì dieci giorni lavorando alla pari: cinque ore al giorno di lavoro in cambio di un posto auto (dormivo in macchina), tre pasti quotidiani e la possibilità di accedere a tutte le lezioni di yoga che volevo. Un buon compromesso.

Sveglia prima dell'alba per iniziare a lavorare alle 6. Pausa per la colazione dalle 8 alle 9, poi altre tre ore di lavoro fino a pranzo. Pomeriggio libero scandito da lezioni di yoga. Cena alle 18 al tempio e a letto presto. Sabato libero.
Ho lavorato due giorni nel team di costruzione (dando il bianco a una camera e a tantissimi assi di legno), due giorni nel campo di banani (zappando la terra sotto la pioggia battente...) e il resto del tempo in cucina (tagliando grandi quantità di verdure e assistendo la cuoca).

Chi mi conosce sa che io ho ben poche skills pratiche, anzi, sono decisamente imbranata, però ogni tanto mi fa bene usare le mani per lavorare perché mi aiuta a staccare la mia testa iperattiva e mi radica. Stessa cosa che fa la meditazione e lo yoga. Il problema è la noia che a un certo punto subentra. La noia è decisamente uno dei miei nemici numero uno. Che si abbina al mentalismo sfrenato.

 

2 near eungellaNear Eungella.

Sì, dopo pochi giorni ero annoiata. E non solo. Ero pure infastidita. Perché?
Perché non posso fare a meno di notare le ipocrisie. Sono un cane da tartufo per le ipocrisie, le dissimulazioni e le contraddizioni. Le noto spesso prima degli altri. Insomma, soffro della sindrome di Cassandra.

Per darvi un'idea generale, direi che l'ambiente fosse senza dubbio orientato versa la ricerca di un modello altro a quello canonico e verso il lavoro su di sé, ho riconosciuto tanta intensità nel farlo e nel viverlo ma, purtroppo, ben poca profondità. Insomma, tanti abbracci di gruppo e dichiarazioni altisonanti ma poca attenzione alle manifestazioni dissimulate dell'ego e all'approfondimento. Di nuovo mi trovavo nel posto sbagliato.

Stavo lì, facevo quel che dovevo ma non mi sentivo bene e non mi amalgamavo con il contesto sebbene qualche bell'incontro lo avessi pure fatto (una forte e ribelle svizzera, un giovane sognatore brasiliano e due dolci signore australiane con cui sono tutt'ora in contatto). Crescendo sono diventata sempre più capace di riconoscere ciò che non fa per me e faccio una gran fatica a scendere a compromessi.

Sono alla perpetua ricerca di autenticità e, per il gioco dello specchio, so che questo vale anche e soprattutto con me stessa...

Sul villaggio incombeva la strana guglia da cui ero stata attratta due settimane prima mentre mi trovavo vicino a Nimbin, quella che mi incuteva paura al tempo stesso. Ho scoperto essere il Mount Wollumbinin, sacro agli Aborigeni e la cui leggenda è legata alla presenza di valorosi guerrieri che farebbero scaturire i fulmini e i tuoni spesso avvistati sulla cima della guglia. Si dice anche che lì vicino vivesse un potente sciamano che si occupava non solo di curare e proteggere ma anche di far rispettare la giustizia.

Avevo una strana sensazione, come di un malessere svelato. Di nuovo sentivo che l'Australia mi stava dicendo qualcosa, con il suo linguaggio estremamente severo, quasi violento, ma che cosa?

E poi ho ricevuto la telefonata dal medico: gli esami che avevo fatto non davano esiti positivi.

3 near eungellaNear Eungella.