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>>> Diario di viaggio astrologico

Elena

WOOLGOOLGA E LA SHERWOOD FOREST, LÀ DOVE HO VISTO IL TERRORE

1L'auto-casa.


Lasciato di corsa il Krishna Village, in seguito alla telefonata del medico, sono ritornata a Byron Bay per andare a parlargli di persona. Mi dice che dovrò fare un altro esame per approfondire la questione e, visto che ero in procinto di lasciare la zona per andare a lavorare in una fattoria a Woolgoolga, dichiara di potermi aiutare a trovare un medico specialista lì vicino.

Preoccupata, telefono ai miei genitori e ai miei più cari amici ma decido di rimanere in Australia e di proseguire il viaggio almeno finché non avessi saputo qualcosa di più preciso sul problema.

Mi dirigo quindi più a sud e arrivo a Woolgoolga, un paese piuttosto bruttino. Decido di prendermi un giorno da sola con me stessa prima di contattare il fattore per cui avrei dovuto lavorare. Passo quindi un intera giornata in auto a decomprimere. Ritrovo la fiducia.

Il giorno successivo incontro il fattore Jeff e lo seguo verso casa sua, dove avrei dovuto vivere per il mese successivo insieme ad alcuni altri ragazzi che avrebbero lavorato come me come raccoglitori di mirtilli, lavoro noioso e piuttosto duro ma molto ben pagato e io, che viaggiavo già da un po', avevo bisogno di trovare un lavoro.

Guido per un'ora e mezza dal paese fino alla sua casa, attraverso un bosco che si chiama Sherwood Forest (ma non c'è Robin Hood!), passando per strade sterrate tutte curve e buche. Provo una forte sensazione di ansia e paura e improvvisamente mi viene da piangere ma tento di rimanere calma.

 

2Il percorso da Woolgoolga a Sherwood.

Arrivata a casa, mi ritrovo circondata solo dal bush, con due ragazzi poco loquaci e Jeff, al contrario, non un attimo in silenzio e con un modo di fare molto eccentrico. Una brutta sensazione continua a crescere dentro di me ma decido di andare a dormire. E.. faccio un incubo spaventoso e mi sveglio nel cuore della notte con l'ansia a mille.

Mi sono sentita spersa nel nulla, isolata e in forte pericolo.

Improvvisamente non mi importava più del lavoro, dei medici, di nulla che non fosse scappare da lì il prima possibile. Non sapevo perché ma tremavo e il mio intero corpo urlava di non restare lì. Ma come fare? Avevo preso un impegno.

Ebbene, ero talmente disperata che ho inventato un'enorme scusa, mentendo spudoratamente a proposito di un'emergenza a Sydney che richiedeva la mia presenza lì, e la mattina seguente ho lasciato la fattoria.

Mentre percorrevo a ritrovo la strada nel bosco sentivo la foresta minacciosa intorno a me e il freddo che mi entrava nelle ossa. Eppure, qualcosa mi stava parlando e il messaggio che mi stava dando era qualcosa di molto personale legato alla mia infanzia. Un messaggio di svelamento ma anche necessità di cambiamento. Di nuovo quell'idea del morire a me stessa.

Ho guidato per ore scappando da lì. Stavo scappando da un cambiamento difficile ma necessario? Non lo saprò mai ma so che ero terrorizzata, che il freddo e i tremori non mi hanno abbandonata che mezza giornata dopo e che il cattivo umore è rimasto per giorni.

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