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>>> Diario di viaggio astrologico

Elena

LA GREAT OCEAN ROAD E L'ARRIVO A MELBOURNE.

22 1 copertinaGreat Ocean Road.

Ci sono alcune strade del mondo che godono di una fama speciale, la Great Ocean Road è una di queste. A fine novembre io l'ho percorsa e ho compreso perché sia diventata tanto celebre.

Si tratta di 243 km di strada che si affacciano sulla costa a Ovest di Melbourne, passando attraverso piccoli paesini dai fari bianchi e colline verdeggianti habitat naturale di koala e krakatua, e che offrono l'incredibile vista su lunghe spiagge dorate circondate da scogliere rosse a precipizio ed enormi formazioni rocciose emergenti da un mare meravigliosamente blu... Una spettacolo della natura!

Come si può non provare un senso di comunione con il Tutto di fronte a tanta bellezza? Ancora una volta, la natura dell'Australia mi scuoteva mostrandosi in tutta la sua potenza.

Peccato che nel frattempo i rapporti tra me e la mia compagna di viaggio andassero di giorno in giorno lentamente incrinandosi fino a raggiungere un brusco finale proprio con l'arrivo a Melbourne, capitale dello stato del Victoria e nostra tappa finale. Insomma, ancora una volta i rapporti interpersonali vissuti durante questo viaggio mi lasciavano scontenta e nervosa.

22 2 great ocean roadGreat Ocean Road.

I dieci giorni passati a Melbourne, inoltre, si sono rivelati ben strani e piuttosto deprimenti. Non avevo voglia di stare in mezzo al cemento di una città, pioveva e faceva freddo, ma, soprattutto, continuavo a ricevere molti apparenti contatti con Aborigeni che mi davano speranza nella realizzazione di un sogno e che, invece, poco dopo si rivelano fasulli o poco consistenti. Una specie di continuo crollo di un'illusione che si ripeteva crudelmente ogni due o tre giorni.

In questi sei mesi di viaggio, infatti, ho sentito crescere sempre più forte dentro di me una spinta verso il mondo e la cultura aborigena, talmente intensa da essere diventata la spinta motrice dell'intero viaggio e che mi ha portata a non abbandonare il paese nemmeno nei momenti più bui e difficili. Sono sempre stata interessati alle culture tradizionali ma ciò che sentivo dentro di me era qualcosa di unico. Una spinta incredibilmente forte. Irrazionale. Persistente. Qualcosa mai provato prima in tutta la mia vita e che mi ha fatto scoprire una perseveranza che non credevo di avere. Eppure...

Eppure ecco che finalmente arrivavano i primi contatti (persone o progetti a cui rivolgersi), mi facevano sperare e gioire e subito dopo crollavano miseramente. Ero addirittura ospite da un signore aborigeno, nato in una comunità remota nel deserto, ma che parlava di tutto tranne che di quello e rispondeva brevemente alle mie poche domande sull'argomento (non amo affatto fare pressioni).
Non sapevo che cosa pensare. Ero sempre più scoraggiata e più di una volta sono arrivata a lanciare il telefono (sul letto) e a dirmi che avrei dovuto lasciar perdere. Mi sono più volta chiesta se non fosse diventata un'ossessione o non fosse un finto obiettivo. Mi sentivo una bambina a cui venisse continuamente porta una caramella e, subito dopo, tolta di mano. Che cosa nascondeva tutto ciò?

Ed ecco che, dopo sei mesi, sono arrivata al crollo. Sì, una sera ho sentito chiaramente che non ce la facevo più. Ero stanca, stanca, stanca.

22 3 melbourneMelbourne.