Will Cuppy

Will Cuppy decline fallBenché costruito senza disporre dell'ora di nascita, il tema di Will Cuppy (23 agosto 1884, Auburn IN - 19 settembre 1949, New York City) offre molti stimoli interpretativi, che sfidano la comune tendenza all'eccessiva semplificazione delle dinamiche astrologiche attive in un momento dato: di norma (ma questo non è un atteggiamento di cui gli astrologi possano rivendicare l'esclusiva), si tende a forzare l'ingresso dei dati raccolti dall'esperienza in categorie mentali troppo strette o comunque inadeguate a descrivere realtà complesse (Figura 1, tema di nascita).
Lo scrittore e umorista statunitense ha visto la luce quattro giorni dopo la levata eliaca di Giove e il giorno successivo alla prima visibilità vespertina della Luna, che ha avuto luogo nei pressi di Mercurio (a sua volta in quadratura a Saturno). Come facilmente intuibile, convivevano nello scrittore due tendenze apparentemente opposte (legate rispettivamente allo schema Luna-Mercurio-Saturno e a Giove) che lo portavano a vivere quasi come un eremita, potendo vantare al tempo stesso un buon numero di amici all'interno dei circoli letterari newyorkesi, che ne riconoscevano il valore e la grande generosità. Presi dal furore semplificatorio, probabilmente saremmo stati tentati di considerare preponderante lo schema relativo ai pianeti in Vergine e Gemelli a tal punto da annichilire la spinta sociale portata da Giove, commettendo in questo caso un grosso errore interpretativo basato sull'esclusione di un elemento a favore di un altro. Una tra le tante frasi celebri dello scrittore può sintetizzare in modo efficace la risultante derivante dalle due spinte contradditorie:

Aristotele era famoso per la sua conoscenza di ogni cosa. Egli insegnò che il cervello esiste meramente per raffreddare il sangue e non era coinvolto nel processo di pensare. Questo è vero solo per certe persone.

Secondo il poeta William Rose Benét, Cuppy 

Aveva l'aspetto del perseguitato, tipico del vero umorista. Tutti i suoi amici lo amavano. He had the haunted look of the true humorist. All his friends loved him.

La partecipazione di Saturno a quello che probabilmente può essere visto come lo schema centrale, rende ragione della tendenza a vivere lontano dal consorzio umano (non sopportava tra l'altro alcuna forma di rumore); dalle parole di Fred Feldkamp, amico e autore dell'introduzione a Declino e caduta di praticamente tutti (Add Editore), altre indicazioni sulla personalità dell'autore (qualcuno riconosce dei tratti virginiano-saturnini, per caso?):

Qualche indicazione su come Cuppy lavorava potrebbe essere interessante per i lettori. Innanzitutto, prima di scrivere una sola riga su qualsiasi soggetto – o persino di pensare a cosa avrebbe potuto scrivere – leggeva ogni volume e articolo che riusciva a reperire sull’argomento – inclusi, in molti casi, libri sconosciuti e pressoché introvabili. Questa era la procedura standard, sia che l’oggetto in questione fosse il bradipo di terra gigante sia che fosse Caterina la Grande.
Dopo aver assorbito quest’immensa mole di informazioni, si appuntava qualche nota su piccole schede rettangolari (sette centimetri per dodici), che poi catalogava in buon ordine in un archivio. In genere accumulava centinaia e centinaia di schede prima di apprestarsi a buttare giù una bozza.

Benché vantasse molti lettori in tutto il mondo, era convinto che nessuno lo conoscesse e per questo reagiva con particolare entusiasmo a dimostrazioni del contrario. Sempre dalla prefazione:

Cuppy aveva un pubblico fedele, in Inghilterra e in Australia e anche nel suo Paese, ma era convinto che nessuno avesse mai sentito parlare di lui. Qualsiasi dimostrazione del contrario lo gratificava molto. Il momento più bello della sua vita, come raccontò un giorno, fu quella volta che, passeggiando per Park Avenue con Gene Tunney (all’epoca campione del mondo di pesi massimi), sentì un passante dire all’amico: «Ehi, quello è Will Cuppy».
Ma Cuppy non era facile da riconoscere. So che sarebbe stato lietissimo dell’errore compiuto dal giornale con il quale aveva collaborato per vent’anni, nel dare notizia della sua morte. La fotografia del Will Cuppy vicino al necrologio era quella di un altro.

Pare che la morte, avvenuta poco dopo il compimento del 65° anno d'età, sia da addebitarsi all'ingestione di una quantità eccessiva di sonnifero, probabilmente a causa della minaccia di sfratto dal luogo nel quale ormai si era ritirato da tempo: sono molti i delta attivi in occasione della morte, ma tra i più evidenti si segnala quello complesso tra Mercurio-Sole-Marte e Saturno (Figura 2).

 

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